domenica, 31 luglio 2005

MASSAFRA Un documento a Vendola e a Tedesco

Ospedale Pagliari ecco cosa serve




MASSAFRALe carenze dell'ospedale «Matteo Pagliari» ormai sono note a tutti. Ed è per questo che il comitato per la difesa dell'ospedale, presieduto da Margherita Ramunno, ha preparato insieme ai medici e paramedici un documento con una serie di proposte di rilancio consegnato l'altro giorno al presidente della Regione, Nichi Vendola, e all'assessore alle Politiche della salute, Alberto Tedesco, che hanno visitato la struttura di Massafra. Ecco le proposte articolate per i diversi reparti. Medicina e chirurgia d'urgenza e accettazione (Pronto soccorso): aumento dei posti tecnici da 4 ad 8. «Occorre dotare tale servizio di strumenti e personale medico e non medico affinché sia raggiunto l'obiettivo di intervenire con tempestività dve occorra salvare vite umane». Serve «dirigenza apicale autonoma». Medicina: è necessario mantenere l'attuale stato di assistenza, gli stessi posti letto (29 ordinari e 3 day-hospital) per ammalati acuti, incrementare la presenza sul territorio dell'assistenza domiciliare con medici e paramedici « affinché si riduca l'ospedalizzazione degli ammalati cronici». Occorre inoltre garantire «la diagnostica in loco con macchinari e operatori già presenti sul territorio al fine di arrecare meno disagi all'utenza che attualmente viene trasferita da Massafra a Mottola e viceversa. Occorre consolidare gli incarichi di alta specializzazione già esistenti con eventuali posti di day-hospital come quella di Diabetologia, Reumatologia, Neurologia, Endoscopia Digestiva e Cardiologia già operanti da molti anni con ottimi risultati. Dirigenza apicale autonoma». Pediatria e neonatologia: va trasformata «in struttura complessa mantenendo gli attuali standars di assistenza» garantendo «l'attività ambulatoriale già avviata, consolidata e in continuo incremento». Ostetricia e ginecologia: bisogna mantenere l'attuale stato di assistenza e gli stessi posti letto (20 ordinari più 4 posti di day-hospital). Dirigenza apicale autonoma. Chirurgia: possono essere mantenuti gli attuali standars (22 posti ordinari più 2 di day hospital) ma occorre incrementare la polispecialistica di dermatologia, esistente ma «limitata dall'assenza di un dermatologo ospedaliero. Attualmente ci si avvale della collaborazione del dermatologo del distretto socio sanitario, mentre la richiesta dell'utenza è in continuo aumento. C'è bisogno di ripristinare gli 8 posti letto di Chirurgia vascolare con presenza anche di un'unità dirigenziale vista la crescita della domanda. Dirigenza apicale autonoma». Ortopedia: va mantenuta almeno la presenza di 20 posti letto «per le continue urgenze soprattutto di traumatologia» considerata la posizione geografica dell'ospedale «in prossimità della A14, della statale 106 e di un'area industriale tra le più importante del Sud. Dirigenza apicale autonoma. Sale operatorie: chiesta l'attivazione della terza sala operatoria «già pronta da sette mesi ed ancora inutilizzata» e la «successiva ristrutturazione delle sale operatorie gia esistenti. Dirigenza apicale autonoma. Radiologia: organico insufficiente. Bisogna sfoltire le liste d'attesa per il continuo aumento di richiesta di prestazioni. Con dirigenza apicale autonoma. Laboratorio analisi: anche qui personale insufficiente a fronte delle liste d'attesa perchè le prestazioni sono in aumento. Dialisi: necessaria la presenza di un dirigente medico. Vanno aumentati i paramedici qualificati affinché si possa soddisfare «la sempre più pressante richiesta». Antonello Piccolo

31/07/2005


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domenica, 31 luglio 2005
MASSAFRA - Dopo l’esasperante attesa il presidente
della Regione Puglia, Nichi Vendola, è finalmente
tornato a far visita all’ospedale di Massafra, in quel
"Matteo Pagliari" ormai da tempo finito al centro della
bufera, scatenata dal riordino ospedaliero voluto e
avviato dalla giunta regionale guidata da Fitto. Una
grande folla ha accolto il presidente della Regione
pugliese, che prima di fare il suo ingresso all’interno
della struttura, si è soffermato ad ascoltare alcune
disperate richieste dei cittadini massafresi. Sommerso
da una serie di problematiche evidenziate dai presenti,
Vendola ha visitato alcuni reparti, tra cui quello di
Ortopedia e di Chirurgia, oltre a visitare ambulanze e
Pronto Soccorso. Tra gli interventi più “accesi”, quello
della dottoressa la Caroli, che a Vendola riferisce di
come i pazienti da sottoporre ad intervento vengano
spediti a Castellaneta dal primario di Ortopedia,
Galeone, "quando", dice la Caroli, "le nostre sale
operatorie potrebbero tranquillamente operare". Si
apre una sorta di battibecco tra la Caroli e il dottor
Galeone, attaccato sui trasferimenti anche dal sindaco
di Palagiano, Rocco Ressa, presente a Massafra. Il
tutto naturalmente mentre Vendola ascolta attentamente.
Con il presidente regionale anche l’assessore alla
Sanità, Tedesco: "Il futuro dell’ospedale di Massafra si
deve inquadrare in un programma generale di rafforzamento
sanitario, che deve guardare al passato,
quando quello di Massafra era un ospedale di prim’ordine".
L’assessore fa il punto della situazione: "C’è
bisogno di attrezzature, di apportare interventi edilizi e
investire per incrementare il livello già alto del
personale".
Vendola, poi, parla di battaglia ancora lunga: "Massafra
e Terlizzi gemellate nella lotta per la difesa del
diritto alla sanità pubblica. Una battaglia che durerà a
lungo", e detta il suo programma, criticando il piano di
Governo di tagliare l’Irap: "Un’idea demenziale che
taglierebbe una delle gambe su cui si regge il
finanziamento per la sanità pubblica", poi annuncia:
"A giorni sigleremo l’atto fondamentale per il taglio
dei ticket", e sul personale: "Ci siamo presi la
responsabilità di assumere 1650 infermieri, perchè la
loro scarsa copertura mette a repentaglio l’esistenza dei
repar ti".
Rassicurazioni, insomma. Qualcosa cambierà. Solo si
spera presto. Intanto, la venuta di Vendola un effetto
l’ha già prodotto: mai viste come oggi così tante
ambulanze, addirittura cinque. Di solito sono una o
due. Chissà se sarà così anche oggi, senza Vendola.
Graziano Fonsino ■
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domenica, 31 luglio 2005
"Il Governo vuole eliminare
l’Irap che finanzia la Sanità
nelle regioni? L’alternativa è
eliminare il Governo".
Il presidente Nichi Vendola, da
buon giornalista, ha il gusto e i
tempi del titolo, della frase
icastica, dell’immagine scolpita
in cinque parole secche. Il
suo è federalismo d’assalto con
i poteri forti, mentre per quasi
due milioni e mezzo di pugliesi
ha in serbo di polverizzare il
ticket. Tutto quanto scolpito in
una conferenza stampa volante,
in manica di camicia. Perché
lui, in fondo, è un rivoluzionario
gentile che non ama
i muri di gomma: le cose - dice
- "vanno capite a monte e non a
valle".
Un giro di trequarti d’ora per
scoprire il nuovo ospedale di
Castellaneta, un "gioiello" sanitario
che ha anche un po’ di
polvere nascosta sotto lo zerbino
(eccellente struttura, ma i
medici bisogna cercarli col
lanternino), poi è il tempo di
tirare le somme.
Michele Petroli, il padrone di
casa all’Asl Ta 1, ringrazia
Vendola e l’assessore Tedesco
per la visita. E il numero uno
della Sanità pugliese rispolvera
i suoi ricordi: "Questa
realtà l’avevo vista quando era
ancora in costruzione. E’ stata
una costruzione tipo Colosseo,
perché è durata qualche decennio,
ma valeva la pena di
aspettare e d’avere pazienza".
Poi allarga la visuale: "Il comprensorio
che comprende Castellaneta,
Massafra e Mottola,
sarà naturalmente oggetto di
approfondimento all’interno
della rivisitazione del Piano di
riordino, al quale quando porremo
mano dopo la breve pausa
estiva".
Ancora alcuni particolari sul
piano di lavoro: "Castellaneta -
dice Tedesco - è del tutto
evidente che debba essere l’ospedale
di riferimento fondamentale.
Resta la funzione distrettuale
dell’ospedale di
Massafra, che sul piano formale
è stato sforbiciato, ma
sono rimaste attività che vanno
riportate ai livelli minimi di
strutturazione ed efficienza. E
poi abbiamo la struttura riabilitativa
di Mottola, che completa
una sorta di un ideale
percorso assistenziale e che
renderà questa parte del territorio
in grado di rispondere
alla domanda di salute che proviene
anche da altre zone della
provincia e della nostra Regione".
In pratica, pare di capire:
il Piano di riordino non si
butta tutto né si conserva così
com’è, semplicemente si farà
la "raccolta differenziata".
Già, ma qual è lo stato di salute
di un’Asl che negli ultimi anni
è stata nell’occhio del ciclone
giudiziario e contabile? "Mi
pare - risponde l’assessore -
che sia stato fatto un lavoro
importante da parte della direzione
generale, sia sul piano
della correzione degli errori
del passato che sulla ricostituzione
della trasparenza nell’attività
amministrativa e sul
piano organizzativo". Dunque,
Petroli promosso? "I risultati si
vedono… ma ci dovrà essere
comunque una valutazione generale
del governo regionale,
perché bisogna tener conto di
una serie di altri indicatori".
Insomma, nel ridisegno globale
della Sanità pugliese,
rientra anche quello delle dirigenze
delle Asl, Taranto
compresa. La parola passa al
presidente Vendola, che, alla
sua maniera, vola più alto verso
una Sanità “diffusa” e dal
volto umano: "Dobbiamo ridisegnare
una mappa credibile
dei bisogni del territorio, che
non può essere costruita da una
tecnostruttura, se non dentro
un rapporto costante con le
autonomie locali, con gli operatori
sanitari, con il personale
infermieristico, con i rappresentanti
dell’utenza. Gli ammalati
devono parlare, non sono
un soggetto muto, noi vogliamo
che siano soggetto parlante
nella scrittura delle politiche
e dei miglioramenti che
potremo apportare. Lo dico
perché vivo queste visite con
l’angoscia che possano essere
percepite da taluni come delle
passerelle. Sono, intanto, visite
che facciamo a monte e
non a valle, cioè prima di cominciare
un discorso riorganizzativo
e non le facciamo
dopo per spiegare quanto siamo
stati bravi. Secondo: introducono
ad un metodo della
concertazione che deve diventare
sempre di più il nostro
patto istituzionale. Noi abbiamo
da restituire ai cittadini
pugliesi un sentimento più sereno
con l’organizzazione della
salute. Poi dobbiamo fare in
modo che i protagonisti ci possano
raccontare i dissrvizi sino
in fondo; è finita l’epoca dell’autocensura
o della censura.
Credo che in questa maniera
possiamo affrontare la fase
nuova". Vendola è un fiume in
piena: "C’è anche un problema
che riguarda la psicologia collettiva.
Noi dobbiamo ricostruire
un rapporto più sereno
tra i cittadini e l’organizzazione
della salute. L’idea che vogliamo
difendere è quella che
la salute si organizza sul territorio
e non esclusivamente
dentro negli ospedali".
Il passaggio finale è un manifesto
tutto politico: "In questa
responsabilità di governo
non intendiamo replicare quelli
che consideriamo gli errori
del passato, applicandoli ad altri
comparti, comunità e ospedali.
Non intendiamo vivere
questa come la stagione delle
ritorsioni o delle vendette, vogliamo
viverla come la stagione
della democrazia, se
posso dire così la "democrazia
terapeutica", in cui parlino gli
attori istituzionali e gli attori
sociali. In questo colloquio
permanente noi facciamo del
bene alla nostra salute: questa
è l’impostazione della giunta
che ho l’onore di presiedere e
speriamo quindi di poter collaborare
fattivamente".
Dai massimi sistemi alle più
pratiche e spinose occupazioni.
Il perché, ad esempio, di
una visita così a largo raggio:
"E’ una vasta presa di contatto -
spiega Vendola - un modo per
incoraggiare gli operatori della
salute e anche l’utenza a costruire
con noi il metodo del
colloquio permanente e continuo,
perché insieme dovremo
scegliere le modifiche per una
riorganizzazione più razionale,
più economica, più umana
della Sanità in Puglia". Un
quadretto, poi, è dedicato all’ospedale
di Castellaneta: "E’
una struttura che presenta punti
di eccellenza, un quadro
complessivo francamente
straordinario e molte piccole
problematiche che con interventi
ad hoc possono essere
risolte e rendere davvero questa
struttura uno dei fiori all’occhiello
della Puglia della
salute". Il futuro dei direttori
generali: "Abbiamo riaperto i
bandi e anche lì siamo al bisogno
di segnare una discontinuità.
Discontinuità non solo
perché si cambiano le persone,
ma perché cambiamo i metodi
anche nella selezione delle
persone. Speriamo di poter ottenere
un risultato importante,
in termini di ripristino di criteri
di meritocrazia nella scelta dei
ruoli così importanti per la vita
dei cittadini".
Sull’esenzione del ticket, Vendola
passa la mano a Tedesco:
"Il provvedimento è stato predisposto
e visionato dalla giunta
regionale e la prossima settimana
sentiremo le parti sociali
e tutti i gruppi consiliari.
Lo approveremo in giunta nell’ultima
seduta utile, nei primissimi
giorni di agosto". Modalità
di funzionamento? "Il
limite dell’esenzione, su proposta
del presidente, è salito da
20 a 22mila euro, più 1000
euro per ogni figlio a carico,
con il limite di 3mila, per un
totale di 25mila euro, il che
vuol dire portare la soglia d’esenzione
ad oltre 2milioni e
mezzo di cittadini pugliesi,
considerando anche la parte
relativa all’esenzione parziale,
che, peraltro, abbiamo dimezzato
in termini di contribuzione
portandola a 0,50 centesimi
per ogni confezione".
Ancora più in profondità: le
file d’attesa. Servono sei mesi
di anticamera per le risonanze
a Taranto, quattro a Castellaneta,
altre quattro per le
mammografie: "Ci sono due
questioni affrontare - assicura
Tedesco -. La prima è quella di
mettere in rete tutte le strutture
della Regione. Un altro problema
fondamentale, che è di
tutte le regioni, è quello dell’appropriatezza
delle prescrizioni,
che caricano le strutture
sanitarie in modo improprio e
quindi allungano le liste d’attesa".
Infine, il problema più serio: se
la Regione taglia i ticket e il
Governo taglia l’Irap, che finanzia
proprio la Sanità, può
succedere un patatrac? Vendola
riflette un secondo e tira
fuori il titolone: "L’alternativa
è eliminare il Governo…".
Massimo D’Onofrio
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domenica, 31 luglio 2005

La festa d'estate di Massafra è stata promossa da una imponente campagna pubblicitaria della Dreher. Le principali città pugliesi sono state invase di manifesti di 18mq e di 5mq. La festa d'estate, infatti, rientra tra le sagre che la Dreher sta sponsorizzando.

Segue manifesto Dreher a Lecce

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sabato, 30 luglio 2005

L'intervento del Comune ha ridato vita al monumento di piazza Garibaldi

Restaurata la Torre dell'orologio

Massafra, torna a splendere uno dei gioielli della Tebaide


MASSAFRA La città si è riappropriata della Torre dell'orologio, monumento simbolo in piazza Garibaldi. Sono stati completati i lavori di restauro effettuati sotto il controllo della Soprintendenza. Si è trattato di opere di profondo consolidamento statico con interventi specialistici, necessari per evitare danni irreparabili. Inoltre è stata «pulita» la facciata rispettando l'aspetto originario. Il costo dell'intervento ammonta a circa 70 mila euro. Il sindaco Cofano ha ribadito che da anni il monumento aveva bisogno di un profondo e radicale restauro, ma per molteplici intoppi e forse per «mancanza di convinzione», i tanto agognati lavori erano stati se