lunedì, 31 ottobre 2005

Il locale concesso in uso ai Maestri Bruno, Fumarola e Greco

foto vinima

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lunedì, 31 ottobre 2005

Massafra - lunedì 31 ottobre 2005 all e 09.37
Le associazioni ambientaliste non di Massafra criticano fortemente la decisione assunta dal Consiglio comunale di Massafta , tesa a ridisegnare ancora una volta la perimetrazione dell'istituendo Parco, desiderano esprimere il loro disaccordo tramite una lettera, evidenziando nella prima parte la cronistoria della vicenda.
“Si discute di "Parco delle Gravine" ormai da circa vent'anni, quando vi era una prima ipotesi di perimetrazione di circa 120.000 ettari. In seguitò (correva l'anno 2000) da parte di 12 sindaci, della Provincia di Taranto e della Comunità Montana, si sottoscriveva un documento che individuava un'area di circa 100.000 ettari. Nel 2001, dopo un anno di confronti, perizie e peripezie, si chiudeva la prima pre-conferenza convocata dalla Regione Puglia (presidente Fitto), con la quale si delimitava un'area di circa 51.000 ettari. Nel corso del 2002, a seguito delle elezioni e con il cambio politico di alcune amministrazioni comunali del territorio, si giungeva al blocco dell'iter, cui contribuiva la posizione ambigua della Regione stessa. La Giunta regionale non ottemperava alla propria legge e, anzi, riapriva la preconferenza con una proposta che escludeva i luoghi di rilevante pregio e valore storico culturale e che riduceva l'area Parco a 28.465 ettari.
L'attuale disegno di legge approvato dalla Giunta regionale prevede la perimetrazione di circa 30.000 ettari, avendo inserito nell'area Parco la Gravina di Ginosa e quei luoghi lasciati fuori dall'ultima proposta Saccomanno. Oggi, gli stessi sindaci che dal 2002 al 2004 contrastarono l'iter per l'istituzione del parco tornano alla carica, dichiarano di non essere stati consultati, lamentano che il Disegno di legge sia stato fatto con troppa fretta e annunciano di volerlo impugnare di fronte al Tar, per "riappropriarsi della gestione del proprio territorio, tutelando gli interessi degli agricoltori, consentendo ai cittadini la libera raccolta delle cicorielle"!
Le organizzazioni esprimono assoluto dissenso verso questo atteggiamento, in quanto non contribuisce al bene comune, esaspera in maniera ingiustificata gli animi degli agricoltori interessati, mette in risalto i necessari vincoli di tutela e dimentica le tante opportunità di sviluppo e di risparmio della spesa pubblica che il Parco induce. Questa è un'azione deleteria anche dal punto di vista più squisitamente culturale, inducendo atteggiamenti di paura ingiustificati verso le già difficili azioni di tutela e valorizzazione del suolo e di un
patrimonio storico-architettonico di primaria importanza.
All'interno del Parco è possibile svolgere le attività agro-silvo-pastorali, che invecea, grazie alla disponibilità di risorse aggiuntive, possono essere potenziate, sostenute, valorizzate.
Le recenti alluvioni dimostrano chiaramente quanto sia urgente compiere azioni di tutela e di risanamento. Riteniamo frettolosa, inopportuna e dannosa l'azione di ricorso del Tar annunciata dai Comuni "ribelli", in quanto, facendo leva sui presunti danneggiamenti – che il mondo agricolo e zootecnico subirebbe dall'istituzione del Parco – negli effetti, difenderebbe ben altri interessi, quelli legati alla speculazione e ad un uso del territorio da parte di pochi a proprio esclusivo piacimento e guadagno. Il Parco, a nostro parere ma anche secondo le oltre 20.000 persone che hanno firmato e depositato in Regione le petizioni potrà diventare volano di sviluppo, valore aggiunto per la nostra produzione agricola, spinta vitale per il turismo con conseguente sviluppo dei livelli occupazionali, cura efficace per il risanamento e la tutela di un territorio gravemente ferito e che pone a rischio le nostre stesse vite. Il Parco costituisce una risorsa, non un limite, anche perchè, oltre ai beni naturali, conserva un enorme patrimonio storico ed architettonico (la Civiltà rupestre) unico in Europa, a cui il futuro Ente Parco dovrà prestare la massima attenzione”

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lunedì, 31 ottobre 2005

Particolare del locale concesso in uso ai Maestri Bruno, Fumarola e Greco

Foto vinima

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lunedì, 31 ottobre 2005

Agli organi di stampa

A Massafra la crisi dei commercianti ha raggiunto livelli allarmanti.
Molti esercizi commerciali operano, da tempo, in condizioni economiche estremamente precarie.
Alla stagnazione dei consumi, si aggiungono l'incapacità delle amministrazioni di interpretare il disagio di queste categorie, molto spesso vessata e mortificata da provvedimenti amministrativi senza uno straccio di programmazione.
Autorizzare ripetute aperture di ipermercati a Massafra contribuisce ancora di più a mettere questa categoria in ginocchio!
Inoltre, sempre più spesso, l'amministrazione comunale, gestisce le competenze dell'ufficio tecnico e la cooperativa dei LSV, secondo una nera logica elettoralistica, totalmente sganciati da una attenta ricognizione delle esigenze di macro e micro manutenzione sia delle strade, che di qualsiasi opera pubblica.
Una attenta programmazione consentirebbe di intervenire evitando di rifare i lavori due o tre volte nella stessa area.
In molte zone di questa città, a lavori di manutenzione stradale appena ultimati, si ricomincia a fare scavi per qualche tronco di fogna dimenticato! Non è possibile bloccare via V.Veneto per 3 mesi, e qualche settimana dopo, occorre chiudere di nuovo il corso per 3 giorni per altri lavori di INTERVENTO!!
Tutto questo disservizio si ripercuote economicamente sugli esercizi commerciali.
E altrettanto assurdo che si chiuda il passaggio a livello di via Chiatona, senza sapere quando inizieranno i lavori del sottopasso.
Intanto, questo assurdo e ingiustificato comportamento dell'amministrazione comunale sta facendo sprofondare nella crisi tutte le aziende che, su quella arteria stradale avevano fondato le loro aspettative commerciali e produttive.
Credo sia arrivato il momento di ripensare a forme di tutela risarcitorie, nei confronti dei commercianti, per indurre gli enti locali a una maggiore considerazione delle esigenze sopra esposte.
Occorre che la Confcommercio nella persona del Dott. Papalia si faccia interprete di queste esigenze, aprendo un tavolo di confronto per tutelare gli interessi dei commercianti.

Massafra, 31 Ottobre 2005

Dott.ssa Vita MASSARO
già Consigliere e Assessore ai Servizi Sociali
al Comune di Massafra

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domenica, 30 ottobre 2005
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domenica, 30 ottobre 2005

Interno locale carristi Bruno, Fumarola e Greco

Foto vinima

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domenica, 30 ottobre 2005