Appellarsi al codicillo, al regolamento, al cavillo per abbattere il concorrente è contrario a quanto voule il principale promotore della manifestazione: il pubblico.
Chiedere la squalifica di due maschere perché hanno una progettazione innovativa vuol dire sclerotizzare la manifestazione, renderla statica, immobile, uguale a se stessa.
Nel rispetto di questa logica giustizialista si può anche chiedere a gran voce di squalificare chi non è riuscito ad essere pronto per il primo corso, comprensibile per un carro ma molto più opinabile per una
maschera isolata... e chi ha orecchie per intendere intenda!
Il paragone con i carri grandi è poi vieppiù fuori luogo. In tal caso si tratta di un'opera con due separate iscrizioni e due separati premi. Nel caso di specie si tratta, invece, di opere che con un unico premio (che tutti sanno essere esiguo per le maschere isolate) dovranno sopportare più spese e più lavoro.
L'opera di Mastromarino, inoltre, è accompagnata da una figurante con un costume in gommapiuma, difficilmente assimilabile ad un prodotto in cartapesta esterno alla mascherata.
Concludendo, si potrebbe decidere di squalificare, punire, espellere, mettere alla gogna i due mascheratisti innovatori oppure accettare con dignità il giudizio della giuria appositamente costituita per la formazione di una classifica finale.
Le trovate giuridichesi lasciamole ai tribunali, il carnevale è fantasia, w il carnevale!
vinima
categoria: viareggio, massafra, carnevale




























Il titolo non si riferisce ad un mistero o ad un crimine rimasto impunto nella cittadina famosa per le sue gravine. Il titolo, invece, si riferisce ad una presunta leggenda metropolitana sull'esistenza della tonalità di colore “giallo massafrese”.