martedì, 22 aprile 2008

Da qualche giorno in famiglia è tornato qualcosa di antico, che oggi, però, sa di moderno. Di cosa parlo? Del latte sfuso che è in vendita a Massafra. Cosa è successo? Un produttore ha deciso di azzerare la filiera e vendere direttamente latte affiliandosi ad un commerciante locale. Ha acquistato a tal proposito un distributore automatico di latte ed uno di bottiglie in plastica o in vetro.

Questa iniziativa ha numerosi vantaggi per tutti:

1) Il produttore guadagna di più.
2) Il consumatore spende quasi la metà.
3) Beviamo il latte prodotto in loco, evitando di inquinare e sprecare petrolio con latte che viene chissà da dove.
4) Non inquiniamo, visto che le bottiglie in plastica o in vetro vengono riciclate dallo stesso consumatore.

Certo non sono un analista che può decidere sulle proprietà organolettiche ma, mi sono informato e l'azienda produttrice di latte è lontana dall'Ilva e, quindi, di diossina non dovrebbe essercene più di tanta, almeno spero. Per di più questa azienda vende anche a grandi distributori di latte a livello nazionale. Quindi il latte che vende alle grandi aziende è lo stesso che bevo io la mattina acquistato direttamente con la differenza che costa praticamente la metà e non fa spostare camion da una parte all'altra dell'Italia.

Se non è progresso questo!

vinima
postato da: vinima alle ore 17:00 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1   29 Aprile 2008 - 11:13
 
NON BEVETE IL LATTE DI MASSAFRA è PIENO DI DIOSSINA....

VI PREGO...NULLA A CHE RIDIRE AL BRAV'UOMO...MA NON BEVETE E MANGIARE PRODOTTI CASEARI DELLA NOSTRA TERRA SONO ZEPPI DI DIOSSINA
utente anonimo

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categoria: latte, massafra

 


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